Ipocrisia e coerenza

Molti blogger non pubblicherebbero questo post perché mi fa esporre un’opinione che troverà molti pareri contrari. Molti altri blogger invece lo pubblicherebbero proprio per questo motivo.

Io mi metto nella terza categoria, quella secondo me più interessante: io scrivo nel mio blog per me stesso e per dire ciò che ho da dire, e ciò che ho da dire non è influenzato dalla sua popolarità.

Oggi voglio iniziare a parlare di ipocrisia e coerenza, due tra le parole più usate e due dei concetti peggio intesi. Iniziare perché ne parlerò di sicuro ancora, e se vorrete parlarne con me mi farà molto piacere. Badate che mi interessa discuterne insieme, non che siate della mia opinione.

Ipocrisia – da Wikipedia:

Il termine ipocrisia indica l’incoerenza voluta tra azioni svolte e valori enunciati tacitamente o esplicitamente. Per ipocrita si definisce la persona che afferma una determinata idea e poi si comporta in una maniera contraddittoria ad essa.

In questo periodo si parla spesso dei preti pedofili, con tanto di classici video satirici su youtube. A molte affermazioni della Chiesa o dei politici, a prescindere dall’argomento e dall’affermazione, molti ribattono “ma che vadano a pensare ai loro amici preti, che sono tutti pedofili”.

Questo significa giudicare un gruppo, la Chiesa e i cattolici, secondo l’operato di un sottoinsieme.
È superficiale e stupido, perché equivale a giudicare la qualità di un campo di grano dalle erbacce che ci crescono dentro anziché dalla bontà del grano e del pane che produce. La cosa che più mi dà fastidio è che le persone che ho visto dare questi commenti non sono né stupide né superficiali.
Non è tanto l’attacco alla Chiesa, ma la mancanza di ragione negli argomenti e l’assoluto rifiuto al dialogo.

Coerente – dal dizionario etimologico:

Colui che non disdice o contradice, con fatti o con parole, a ciò che prima ha affermato o pensato.

Quando un personaggio cattolico divorzia tutti dicono “e poi vengono a dirci le fregnacce sul matrimonio”.

Essere coerente non significa mica dover riuscire in tutto. Concordo sul fatto che ci sono persone che dicono A e poi fanno B, ma bisogna soffermarsi sui motivi che li spingono. È chiaro che se un cattolico divorzia perché vuole sposarsi un’altra donna c’è qualcosa che non va, ma non è detto che il motivo sia questo. Ho amici cari il cui matrimonio è finito semplicemente perché hanno sbagliato, non ci sono riusciti. Quando sento questo tipo di critiche mi arrabbio perché penso a questi miei amici che hanno sofferto e soffrono tutt’ora per il fallimento del loro matrimonio, ridurre il loro problema alla mancanza di coerenza è un insulto.

Inoltre essere coerenti con la propria storia a tutti i costi non è un valore, bensì un errore.  Ma di questo voglio parlare nel prossimo post che questo è già troppo lungo.

In seguito anche al dialogo avuto con Livia, che ringrazio, sono convinto che da questo post possa uscirne un confronto decisamente interessante.

Allora, cosa avete da dirmi?

[update] trovate il dialogo con Livia qui.

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2 risposte

  1. Serena ha detto:

    Sono perfettamente d’accordo con te sulla storia dei preti pedofili. Tra l’altro se ne sta facendo una strumentalizzazione per attaccare la chiese su tutti i fronti anche ( e sopratutto) laddove questa storia non c’entra proprio per niente. Mi chiedevo anzi, come mai la risposta del Vaticano sia così sottomessa invece di essere ben più “flambè”, come mi sarei aspettata data la stupidità delle accuse.
    Per quanto riguarda il matrimonio il discorso è un po’ più complesso, magari te lo risparmio ad un altro post! =) abbracci

  2. nomade ha detto:

    come sai e come ho scritto qui http://mollichedipane.iobloggo.com/144/questo-blog-sostiene-il-papa anche stamattina sono ben d’accordo.
    mi ha stupito molto la riflessione sulla coerenza. che in effetti, a pensarci bene, non solo non è un valore di per sè, ma non è nemmeno umana, nel senso che tutti “predicano bene e razzolano male”, o, per dirla come san paolo “vedo il bene e lo desidero. poi faccio il male”.

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